Sile TrevisoUna cinta muraria eretta dalla Repubblica di Venezia come difesa militare circonda la città di Treviso dai primi anni del 1500 e rappresenta una realtà urbanistica fondamentale. Le mura sono costituite da un terrapieno sollevato di qualche metro, sorretto all'esterno da una spessa parete di mattoni e circondato da corsi d'acqua e zone verdi, intorno alle quali un anello stradale di circonvallazione collega le strade che da tutte le direzioni giungono in città. Sul lato Nord il terrapieno è ancora quasi integralmente conservato: ricco di alberi e di verde, costituisce un'area tranquilla dove passeggiare e dalla quale è possibile apprezzare l'aspetto della città e dell'immediata periferia. Ma nelle cronache antiche e nelle descrizioni della città, di queste costruzioni viene soprattutto esaltato il ruolo difensivo. Un anonimo di fine '500 scrive che se le mura della città fossero in miglior forma di quel che sono, la città sarebbe "...una delle migliori fortezze che siano in tutto il mondo".
Un interessante punto d'osservazione è il Ponte Fra' Giocondo (anticamente Ponte de Pria, messo a punto nel 1521), una massiccia costruzione a sette arcate sotto la quale raggiunge la città uno dei suoi principali corsi d'acqua, il Cagnan. L'altro è il Sile, fiume che attraversa Treviso nella parte meridionale, da Ovest verso Est, proveniente dalle risorgive di Casacorba (Vedelago). L'incontro di questi corsi d'acqua ha dato origine in epoche passate a isolotti di ghiaia e argilla cresciuti fino a formare piccole alture. Sulla più elevata di queste, scavi archeologici hanno consentito di datare i più antichi insediamenti all'età del bronzo medio (XVI sec. a.C.).
Fiume TrevisoL'abitato si è espanso per tappe, e ogni volta l'acquisizione di nuovo terreno si estese fino al successivo corso d'acqua, per cui nelle varie fasi dello sviluppo urbano i fiumi e i canali hanno sempre costituito il limite naturale e la prima linea di difesa della città. In questo modo il Cagnan e il Sile hanno tracciato il perimetro urbano della Tarvisium romana, poi della Trivigi medievale e infine della Treviso Veneta.
Il Cagnan si presenta alle mura di Treviso con il nome di Botteniga facendosi strada tra gli alberi dei giardini e dei viali. E' costituito dall'apporto delle risorgive del Fontanelle e del Pegorire, alle quali si è aggiunto il canale Piavesella derivante dal Piave per un'opera irrigua. Non tutta l'acqua del Botteniga entra in città passando sotto le mura, ma una parte le lambisce costituendo le Fosse Esterne, che con opportuni sbarramenti idraulici avrebbero potuto dar luogo ad una impraticabile fascia acquitrinosa rafforzando così il sistema di difesa. Oggi il primo tratto della fossa occidentale risulta coperto, con la creazione di giardini e del pattinodromo (Viale Fratelli Cairoli).
All'interno delle mura il Botteniga, divenuto Cagnan, si dirama in tre direzioni attraversando la città per confluire nel Sile in distinte foci. A Ovest il ramo che nel primo tratto è chiamato Roggia e poi Siletto; al centro il Cagnan de Mezo (detto anche dei Buranelli, delle Beccherie o dell'Ospedale a seconda delle zone attraversate); a Est il Cagnan Grande o della Pescheria. La città ha sempre sfruttato intensamente queste acque e la loro energia. Basti pensare che nel 1685 sono state censite e descritte lungo i canali di Treviso diciassette "poste" di molini mosse da trentasei ruote, di proprietà di famiglie eminenti e monasteri.
Le acque del Cagnan si confondono nel tessuto cittadino, lambiscono e penetrano le case, accompagnano stradine di ciottoli e portici chiaroscurati, creando riflessi di luce e scorci di imprevedibile suggestione.